Scalo a Pechino
(Da leggere con intonazione alla Fantozzi) 😁
Trentaduesima ora di viaggio.
Abbiamo completamente perso la percezione di dove ci troviamo e la cognizione del giorno e della notte.
Dopo 11 ore di volo da Roma a Pechino nasce il dibattito, sul fatto che la colazione che ci hanno servito alle ore 8.00 cinesi (anche se non volavamo ancora sulla Cina), ore 2 italiane, con salsiccia patate, uova, una insalata russa strana e un croissant, sia da considerarsi come cena o come colazione.
Riusciamo a visitare #Pechino per qualche ora al termine della quale ci concediamo una cena pechinese.

Dopo averci fatto aiutare da un'autoctona a decifrare un menù completamente in ideogrammi, che nemmeno lei sapeva tradurre bene, Martina e Stefano decidono di prendersi due zuppe all'anatra, rispettivamente una piccante ed una veramente, veramente, (veramente) piccante. Non sappiamo chi dei due abbia mangiato quella superspicy, ma dal fatto che a Martina dopo aver mangiato un pezzo di non sappiamo cosa, vengono, in ordine cronologico, iperventilazione, accelerazione del battito cardiaco, vampate di calore che la costringono a spogliarsi nonostante facesse molto freddo e l'apparizione di San Mao con un libretto rosso che le confida che il cambiamento non é finito e sarà lei la prossima leader della rivoluzione maoista abbiamo il leggero sospetto che quello molto piccante sia capitato a lei.
Serata in aeroporto, dove per farci acclimatare alla temperatura esterna c'é un aria condizionata cosi bassa che andiamo in ibernazione, fortuna che ci scongelano giusto in tempo per il volo diretto ad Hanoi.





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