Seconda tappa - Bikaner, Deshnoke ed il tempio dei topi

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07/02/2016  21.30
Shanti House - Bikaner

Ripartiamo dall'arrivo in Stazione a Bikaner, alle 9.30 di stamattina. Avevo chiesto a Gouri, il proprietario della Guest house di venirmi a prendere, ma non ero sicuro venisse visto che non mi rispose.
Esco dalla stazione, prima 1, poi 2, poi 3, poi un muro di guidatori di Tuk Tuk mi circonda, non lasciandomi muovere. Sulle prime confesso di aver aver avuto paura ma in una frazione di secondo ho pensato: "Stefano, sono tanti, non vogliono farti del male, vogliono solo accompagnarti. Dì dove devi andare e loro si faranno concorrenza, volgi la situazione a tuo favore."
E così ho detto: "SHANTI HOUSE!!"
e loro:
- "50"
- "40"
- "45"
ehehehhe
Dopo alcuni secondi è apparso Gouri, che era venuto a prendermi per accompagnarmi alla GuestHouse.
In Guesthouse ci mettiamo un po' a parlare, mi dice che va nei villaggi vicini a portare vestiti che donano i viaggiatori che soggiornano nel suo "albergo". Dono anche io una T-shirt e dei fantasmini.
Mi dice che i bambini fanno collezione di monete in euro, gli do gli spiccioli che ho nel portafogli, ma dopo mi accorgo che è molto di più di quanto ho pagato la camera!!!!

[Questa storia dei bambini che fanno collezione di euro in monete è una bufala pazzesca in cui ci sono caduto in pieno! Praticamente durante il mio viaggio ogni giorno almeno 2 persone mi hanno chiesto se avessi euro in monete, fanno tutti la collezione!? :D ]

Faccio il mio primo [e unico] incontro con la turca (il bagno senza gabinetto), mi faccio coraggio e scendo a Bikaner. Una città molto sporca [almeno più della media] e caotica ma con tanti spunti interessanti, ti accorgi di stare ai margini del deserto quando vedi che i carretti sono trainati dai dromedari.

(continua sotto)






(Questa mucca è il mio mito! E' la vita che inseguo, fermo e impassibile
ai pericoli che mi sfrecciano affianco)


Vado a visitare il Junagarh Fort che è davvero niente male, all'interno incontro degli italiani che girano l'india in auto con un driver che li porta da un posto all'altro... non mi piace molto questo modo di viaggiare, vedi l'India da un finestrino e non l'assapori appieno, oltretutto per come guidano gli indiani non mi rilasserei, mi farei sotto dalla paura almeno 3 volte l'ora.
La visita dura un paio d'ore, esco e vado a mangiare qualcosa, mi siedo al Garden Cafè, mangio un Aloo Matar con Chapati (il pane tipico indiano), e bevo un Lassi, il tutto per 210 Rs ( 3€ )



Torno in ostello, Gouri vuole provare i miei biscotti della Mulino Bianco, gli piacciono e li fa provare anche alla figlioletta a cui regalo tutto il pacco, altre due chiacchiere, Gouri e sua moglie Tara vogliono comprare i miei Jeans, ma io da buon backpacker (o qualcuno direbbe da buon zuzzus) ne ho portati solo 2, di cui uno lo indosso in questo momento.

Tara mi prepara il mio primo Masala Chai, un thè, un'esplosione di sapori in bocca, buonissimo ed anche un po' piccante. [e sarà anche il Masala Chai più buono della mia permanenza in India]. Domani Karni Mata Temple, il tempio dei topi.

9/2/2016
Sono sul treno per Jaisalmer, il mio primo viaggio vero in Sleeper's class. Da questa classe mi aspettavo di meglio, è un po' sporca [più o meno come un nostro regionale], e ci sono spifferi di aria gelida ovunque!
Vedremo i prossimi, al momento spero solo di non ammalarmi.
Ad ogni modo, oggi è stata una giornata bella piena di avvenimenti, mi alzo alle 5 e non riesco più a dormire, negli ultimi giorni ho poco sonno... sarà il livello di adrenalina e di attenzione molto alto.
Prendo un Masala Chai al latte con Gouri e Tara, Gouri dice di avere la febbre e mi chiede se ho degli antibiotici e se gliene do qualcuno, gliene do 3. Anche se Tara nel pomeriggio mi dice che non è vero avesse la febbre, era solo che non aveva voglia di andare a lavorare! :D :D
Vado alla stazione dei treni e prendo quello per Deshnoke, nello scompartimento sono solo e riesco anche a fare qualche foto.







(l'aria condizionata della sleeper's Class!)

Arrivati a Deshonke e scesi alla stazione su una non-banchina, praticamente quasi nel terreno, mi aspetto di vedere altri turisti scendere dal treno, invece niente.
Nessun turista prende il treno per venire a Deshnoke, più che un unico turista sto pensando di essere un turista unico.
Il Karni Mata Temple è vicino alla stazione, Deshnoke è una città molto piccola e molto tranquilla.
Mi tolgo le scarpe e mi metto le mie belle buste di plastica ai piedi portate da casa, entro nel tempio e....... è pieno di topi in ogniddove ovviamente!! :D :D
I fedeli gli portano il cibo, sopratutto dolci, infatti pare che la maggior parte di questi topi soffra di diabete. Se appare un topo bianco, che pare porti fortuna accorrono persone da tutto il tempio per vederli.
Poi ci sono grandi contenitori con il latte sui cui bordi i topi si arrampicano per berlo. Molto molto caratteristico. Due ragazzini mi chiedono di fargli una foto, forse non hanno mai visto una reflex, dopo si divertono molto a vedersi sul monitor della mia fotocamera!  

[metto qualche foto e un video, chi ha la fobia dei topi è pregato di andare più sotto per continuare a leggere il racconto]


















Questo tempio mi ha fatto pensare alle paure ancestrali che ci portiamo dentro, di come nasciamo con delle paure che provengono da un retaggio millenario, il topo è solo un topo.
A noi fa paura, nonostante non ci possa nuocere in alcun modo, in quanto topo o per quello che ci hanno trasmesso?
Mi ha fatto pensare a quanto possa essere estremamente soggettiva la percezione di una cosa o di una situazione.
Ed è più o meno quello che succede con i pregiudizi, noi abbiamo paura, siamo infastiditi per qualcosa perchè la conosciamo o è una paura ancestrale/trasmessa? E di pregiudizi sull'India ne ho sentiti centinaia da persone che magari nemmeno sapevano la sua collocazione geografica.
Questo rompere i pregiudizi e le paure ancestrali è un esercizio che sto facendo dall'inizio del viaggio, ad esempio, appena arrivato a Bikaner la città non mi attraeva, rotta, sporca e di un colore giallastro dovuto al deserto. All'inizio non volevo scendere ma poi mi sono detto: "Stefano allora tutto quello che è rotto e sporco ti dovrebbe far paura?!"
Ovviamente sono sceso e non c'era nessun pericolo, anzi mi sono perso un paio di volte anche in dei vicoli ciechi e ho trovato sempre persone disponibili e pronte ad aiutarmi.
Secondo esempio, Gouri mi aveva detto che c'era un treno locale all'una per ritornare a Bikaner da Deshnoke che non era riportato nel sito delle ferrovie nazionali e mi avrebbe permesso di non aspettare 3 ore alla stazione.
All'udire le parole TRENO e LOCALE nella stessa locuzione mi sono sorte in mente scene apocalittiche, persone ammassate come polli, gente sul tetto del treno, e invece mi sono detto "proviamo"!
Ho pagato il biglietto 10 rupie (15 centesimi di €) mentre il treno che avevo prenotato ne costava il triplo, salito sul treno locale ognuno era al suo posto, io mi sono seduto e sono rimasto seduto per tutto il tempo, nessuno mi ha disturbato, nonostante probabilmente era uno dei pochi turisti su un treno locale, non ero oggetto di attenzione per nessuno, NIENTE! E anche la paura acestrale dei treni locali indiani è rotta. :D
Al ritorno ho camminato per tutta la città per vedere i templi Jain ma arrivato lì era chiuso, tornato in albergo Tara mi ha permesso di riposare una mezz'ora e Gouri poi mi ha portato alla stazione in moto evitando anche un posto di blocco dove avrebbero potuto fermarci perchè........ non avevamo il casco!!!

Commenti

  1. Caro Stefano, grazie di cuore per la bellissima esperienza che hai voluto condividere con tutti noi; ci vuole coraggio e "fede" per abbandonarsi come hai fatto tu alla "realta'" lasciando che essa ci conduca all'"esperienza" autentica come la tua. Mi hai insegnato molto, divertito con il tuo senso dell'humour, sai scrivere, e portato attraverso le tue riflessioni profonde a farmi un'idea, anche se per ciscuno e' unica, di questo fantomatico cambiamento che tutti auspicano andando appunto nella madre di ogni spiritualita' che ha nell'India il suo epicentro. Grazie di cuore.
    www.taichichen.it mArco

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    1. Caspita, mi accorgo di questo commento solo dopo molti mesi...
      Si è vero, ci vuole coraggio per uscire fuori dagli schemi e lasciare andare la mente senza battere contro gabbie imposte dalla società.
      Per me, il nome giusto per questo stato della mente è "Consapevolezza", quando sei consapevole hai una visione profonda delle cose, riesci a conoscere in poche frasi e atteggiamenti le persone che hai accanto, capisci in pochi attimi cosa c'è dietro alle parole che ascolti e stai in contatto profondo con te stesso.
      L'India mi ha cambiato, non posso negarlo, a vivere meglio, a non rimandare, a creare (e non cogliere) le occasioni per vivere al meglio la tua vita.

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  2. Ciao, mi chiamo Simonetta e sono una donna di 56 anni che andra' in India on the road come hai fatto tu, senza agi ,poche prenotazioni e tanta curiosita'. Grazie per il tuo bel racconto che mi ha infuso coraggio visto che tutti mi stan dicendo che son pazza ad andare in India da sola. Io farei il giro da Delhi a Varanasi passando per Mathura, Agra ,Fatehpur,Gwalior,Khajuraho, il tutto in treno. Dopo poi tornero' in aereo a Delhi mi sa boh, solo che non so se posso acquistarlo a Varanasi visto che non so quando ci arrivero' .Ho in tutto 12 gg, secondo te ce la faccio?

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    1. Ciao Simonetta!
      Diciamo che è la stessa reazione che hanno avuto nei miei confronti.
      Non gli davo torto perché credo che, nella nostra società di pregiudizi, per pensare di andare in India da soli ci sia bisogno di un po' di sana follia, un certo livello di consapevolezza e sogni da realizzare.
      Per il resto il mio blog è nato, anche, per infondere alla gente queste 3 cose :)
      Per quanto riguarda l'itinerario, probabilmente, 12 giorni sono un po' pochini visti i tempi biblici degli spostamenti in treno.
      In così poco tempo io mi dedicherei più al triangolo d'oro (Delhi, Agra, Jaiupur) e Varanasi.
      Se hai bisogno di info questo è il mio contatto facebook
      https://www.facebook.com/stefano.esposito.56679
      e questa la mia mail
      stefano.esposito2411@gmail.com

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