Sapa - trekking


In diretta dal bus che, in 6 ore, ci sta portando da Sapa ad Hanoi, dopo 3 giorni di trekking in cui abbiamo camminato per circa 30 km nei dintorni di Sapa.
Oltretutto oggi è il compleanno di Stefano, che quest'anno, complice il fuso orario, durerà ben 30 ore. Un compleanno (33 anni) festeggiato rigorosamente con torta vietnamita (un grande pancake con dei biscotti oreo sopra), 12 candeline, e auguri in tutte le lingue dei nostri compagni di trekking.

Premessa, l'ultimo nostro trekking in Birmania finì con la guida che ci disse "Io mi ricorderò sempre di voi, perchè siete gli unici turisti che sono venuti fin qua e non sanno parlare una parola di Inglese". Ora ringraziamo il nostro Prof Roberto se siamo stati in grado di capire quasi tutto e di essere riusciti a spiaccicare qualche parola.
Il nostro trekking inizia 3 giorni fa e non nel migliore dei modi, nel nostro gruppo molto international ci sono un francese e un argentino che però vivono a Dubai, una spagnola che vive in Irlanda, un irlandese che vive al suo posto in Irlanda, una coppia di razze ammiscate cinesi ma nati in Australia e che vivono in Malesia e noi tre italiani. Iniziamo la scalata dopo una notte di pioggia, il terreno è fangoso, scivoloso, la melma si attacca ai piedi, come se non bastasse il gruppo sceglie di prendere la strada piu difficile.

Ad un certo punto Stefano ed Annamaria si attardano, in un passaggio particolarmente difficile Stefano cade e .... avete presente quando nei film l'eroe cade dalla collinetta e si rotola fino a giu' senza essersi fatto niente? Ora sostituite "l'eroe" con "Stefano" e metteci il fango e la fitta vegetazione vietnamita e avrete l'idea di quello che è successo. Fortunatamente la "ruciuliata" di 3-4 metri non ha avuto nessuna conseguenza e per fortuna solo Annamaria è stata testimone oculare. Saliamo sul picco piu' alto e la vista è.... no non è, non c'è nessuna vista, solo nebbia, nebbia fitta intorno a noi, nebbia che non ti lascia vedere a piu' di 10 metri dal tuo naso. Non vi neghiamo, cari lettori, che uno dei pensieri che ci ha penetrato in quel momento sia stato "Ma chi cazz ce l'ha fatt fa?". Ma noi viaggiatori indefessi non ci lasciamo abbattere dalle prime difficoltà, continuiamo il cammino con in testa la nostra mitica guida di nome Mu', il tempo migliora, il fango no, e scendendo scendendo, scivolando scivolando, arriviamo al ristorante dove almeno si mangia! Ovviamente circondati da una decina di donne che vogliono venderci i loro prodotti fatti a mano, come sciarpe, borselli, sciarpe, bandane e anche sciarpe... non so se abbiamo scritto sciarpe, ma si, ci volevano vendere anche le sciarpe.
Dopo pranzo altre due ore di cammino per arrivare alla Homestay, cenare con delle cose veramente buone, ad esempio degli involtini primavera che così non li avevamo mai mangiati e, infine, uno shot ciascuno di quello che qui chiamano "Happy water", un distillato di riso molto alcolico simile alla grappa. Tutti a nanna alle 19 piu' o meno, morti e distrutti.
Secondo giorno di cammino che inizia insieme a delle ragazzine che ci accompagnano\seguono sia per imparare l'inglese sia per venderci qualcosa... tipo sciarpe.


La giornata prosegue tranquilla, il fango c'è ma è quasi asciutto, la strada è in discesa, attraversiamo vari paesaggi tra cui una foresta di bambu'.
La sera a cena gli shottini di Happy water aumentano, a tavola con noi siede un simpatico signore vietnamita che ogni volta che la brocca si svuota la va a riempire di nuovo, e per ogni bicchiere che dovrebbe essere "the last one" ce n'è subito un altro per brindare a qualcosa nel mondo.
Stavolta andiamo a dormire ad orario da essere umani (le 22.00, non esageriamo) su di un letto che definirlo duro sarebbe un eufemismo. Talmente tosto che il nudo pavimento sarebbe stato meno scomodo.

Ci svegliamo tutti con la schiena dritta e qualche piccolo doloretto.
Breve camminata quella della mattina del terzo e ultimo giorno, finalmente il sole splende e la nebbia è andata via, si vedono chiari i terrazzamenti delle coltivazioni di riso tipiche della zona.
Arriviamo ad uno di essi dove per scendere non ci sono strade ma una sottilissima striscia di terra, da un lato di essa il fango, dall'altro l'acqua fangosa. Annamaria e Martina sembrano in difficolta', solo l'intervento di Mu' riesce a salvarle anche se nel frattempo l'intero gruppo aveva tirato fuori smartphone e videocamere per riprendere divertiti la probabile caduta epica di una delle due. Purtroppo non è accaduto e siamo tornati tutti sani e salvi alla Homestay dove infine si brinda a SaPa e alle amicizie che puoi trovare in viaggio.

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