Hanoi e Baia di Ha Long
Sull'aereo del ritorno raccogliamo e conserviamo gli ultimi attimi passati in Vietnam.
Vi avevamo lasciato stanchi morti dopo il trekking a SaPa, 6 ore di autobus per arrivare ad Hanoi, posate le valigie in ostello (4 piani di scale senza ascensore), scendiamo nella movida Hanoiana del old quarter dove tra un concerto improvvisato e decine di locali che affacciano sulla strada, ci si può sedere "tranquillamente" in strada, su sedioline che noi usiamo per i bambini, a bere una buona birra per soli 5000 dong (che corrispondono a signori e signori, udite udite a ben 15 CENTESIMI di euro piu o meno).
Bene, visto che ci siamo, non riusciamo proprio a capire come mai in 2000 anni di progresso i vietnamiti non abbiano capito che le sedie e i tavolini ad altezza uomo (e non bambino) siano infinitamente piu' comode rispetto a quelli ad altezza bimbo che spesso abbiamo trovato.
Hanoi è una piccola Ho chi minh City, anche se i motociclisti sono addirittura piu' pericolosi, mentre ad HCMC sono loro ad evitarti, qui devi essere tu lesto a scansarti perchè loro, invece di decellerare, accellerano senza pieta'.
Visitiamo Hanoi, 2 giorni pieni, lago Hoan Kiem, cattedrale di San Giuseppe altre pagode sul lago orientale, il famoso tempio della letteratura dove gli aspiranti laureandi vanno a trovare ispirazione (come Martina che come nella tradizione vietnamita, da Carpa desidera di diventare un Dragone laureato) e infine un simpaticissimo spettacolo teatrale di marionette sull'acqua, un'arte nata e molto diffusa in Vietnam.
Prima di tornare in Italia però ci aspetta la crociera nella Baia di Ha Long, una delle 7 meraviglie naturali del mondo.
Partenza alle 9 di mattina da Hanoi, Bus, Barchetta e mininave da crociera.... il lusso proprio, non ci siamo abituati, pranzo gourmet e sdraio sul ponte della nave.
La vista è spettacolare, dinanzi a noi il mare e migliaia di isolotti tutti ricoperti da una fitta vegetazione, tanto da dare l'impressione di essere in un paesaggio non terrestre.
Nel pomeriggio un 40 minuti di kayak e infine bagno nella baia... in realtà dei 12 passeggeri della nave gli unici a tuffarsi (dal ponte della barchetta) e a fare il bagno siamo stati noi 3 italiani e non abbiamo ancora capito perchè.
Cena Gourmet, non ci siamo ancora abituati, ed infatti un episodio ci riporta a nostri standard.
Annamaria, che dopo un tuffo ha avuto mal d'orecchie e orecchie tappate, chiede un rimedio per queste due cose e il cameriere, che non aveva capito bene, le porta dei Cotton Fioc!
Mattinata successiva dedicata alla visita di una grotta, lezione di cucina vietnamita e pranzo alle 10 del mattino.
Ritorniamo ad Hanoi e, complici dei prezzi stracciati, facciamo shopping sfrenato, compulsivo come non ne avevamo mai fatto e probabilmente mai ne faremo (Stefano sta ancora male per questo)
Vabbè, vi sveliamo i nostri segreti, con la bellezza di 35 euro abbiamo comprato:
- 1 statuina di Buddha medio
- 1 statuina di Buddha piccolo
- 4 ciotole stupende fatte con le noci di cocco (queste volute e scelte rigorosamente da Stefano)
- 10 paia di bacchette per mangiare
- 1 zainetto della Herschel
Cosa ci sta succedendo? Cosa stiamo diventando? Fortunatamente sono finiti i soldi e siamo dovuti andare via altrimenti chissà quanto avremmo speso... tipo 50 euro??? (faccine spaventate)
Serata con una birra e qualche biscotto rimasto dal viaggio e poi niente, taxi e aereo.
Finisce qui il nostro Vietnam... cosa ci portiamo dietro? Sicuramente dei paesaggi stupendi, una cucina variegata che ha ampiamente soddisfatto i nostri palati e il ricordo di un paese che è in una fase di rapida e feroce modernizzazione. I cantieri per le strade si susseguono quasi ininterrottamente, la corrente elettrica sta arrivando anche nei posti piu' remoti, vicino alle attrazioni nascono dei veri e propri poli turistici che snaturano l'essenza e le tradizioni di quei luoghi (come Hoi An e Tam Coc, ad esempio). Il dilemma di chi viaggia in questi posti è sempre lo stesso, è giusto che questi paesi restino arretrati e chiusi rispetto al resto del mondo per mantenere intatte la loro cultura e le loro tradizioni in modo che noi turisti occidentali, anche egoisticamente, possiamo vederle e conoscerle senza filtri alcuni o anche loro hanno diritto ad ammodernizzarsi e sfruttare al massimo le proprie risorse, anche turistiche? Come sempre, il giusto sta nel mezzo.
Arrivederci al prossimo viaggio, Dublino ci aspetta.










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