Birmania. La terra del sorriso (Nyaungshwe)
9 novembre – NYAUNGSHWE
Ci svegliamo presto, solo perchè la colazione non viene servita molto tardi.
Colazione abbondante con uova e noodle e l’immancabile chili! Il programma prevede l’affitto di biciclette e un giro intorno all’immenso lago Inle.
Fittiamo le biciclette all’hotel per la astronomica cifra di 1,50 euro al giorno.
Apro una parentesi per parlare dell’estrema gentilezza degli addetti dell’ET hotel di NyaungShwe che sono di una gentilezza estrema, provvedevano a tutti i bisogni e addirittura una volta con una mossa da samurai una ragazza ha preso una zanzara al volo evitando che andasse su Annamaria.
Ci piace pensare che quella zanzara fosse quella che avrebbe decretato la morte di Annamaria che è stata salvata all’ultimo secondo da un’addetta dell’ET hotel che ha acchiappato una zanzara al volo.
Prendiamo le bici, attraversiamo la città, dove orde di barcaioli ti fermano ogni 10 metri per offrirci un giro in barca sul lago, accettando anche prenotazioni per i giorni successivi. Non si può descrivere la gioia e l’orgoglio nel loro sguardo quando ti approcciano dicendo: - “I have a boat!” Ma purtroppo per loro noi non siamo turisti classici, a noi piacciono le sfide dure, impossibili, piace pensare che più di una vacanza facciamo un corso di sopravvivenza. Con le bici usciamo dal villaggio, direzione Mine Tauk, un villaggio galleggiante sul lago, a 10 km, circa 40 minuti di bici tra le campagne birmane. Arriviamo, leghiamo le bici e davanti a noi si para uno dei più bei spettacoli che abbiamo mai visto: alla fine di un lunghissimo pontile, un villaggio totalmente costruito su palafitte, in cui l’uomo e l’acqua si fondono in un unico elemento, dove per uscire non si prende l’auto ma la barchetta di papà!
Una signora ci offre un giro in barca per 3 € per vedere il villaggio dall’acqua, da una prospettiva completamente diversa. Per convincerci ci dice che il giro sarà “Slowly, slowly”, e così sia.
Il giro è effettivamente slowly, una ragazza che si fa lo shampoo nel lago, una bambina che lava i panni, dei ragazzini che remano nel modo caratteristico dei birmani, stando in equilibrio su una gamba e remando con l’altra, la signora ci porta a vedere anche casa sua, parla con le sue vicine affacciate al balcone e offre due fiori stupendi ad Annamaria.
In pace con il mondo riprendiamo le bici ed il nostro cammino.
Non abbiamo altre destinazioni prefissate così scegliamo di proseguire sulla strada precedente e dirigersi a sud, allontanandoci dal luogo di partenza. Dopo alcuni chilometri, una mezz’oretta di cammino, ci infiliamo in una traversina spoglia, in una strada non asfaltata, in cerca di un punto panoramico da cui fotografare il lago. Non troviamo nessun punto panoramico, in compenso però troviamo…….UNA SCUOLA!
I bambini ci iniziano a salutare e noi di rimando, ma quando Annamaria tira fuori la sua macchina
fotografica inizia il finimondo! Tutta la scuola si affaccia al balcone per essere fotografata, la calca alle finestre di bambini sorridenti in posa per una foto, bambine che chiudono finestre in faccia ad altre bambine per essere fotografate loro.
Nei loro sorrisi c’è vita, voglia di essere sorpresi, il loro affetto ci travolge ma, dopo aver creato 10 minuti di scompiglio in una scuola di campagna nei dintorni del lago Inle, per noi è tempo di andare. Torneremo a casa? No!
Riprendiamo la nostra via senza una meta. Dove vorranno arrivare i nostri prodi? L’idea iniziale era di circumnavigare il lago, ma dopo altri 20 km, quasi due ore di bici, discese e salite (rigorosamente fatte a piedi) arriviamo al mercato di Nan Pan, dove contrattiamo con un travestito (pare che il “terzo sesso” in Myanmar sia molto rispettato) un passaggio per ritornare a Nyaung Shwe con una barca e attraversare tutto il Lago Inle.
Ci accordiamo per 10 euro, ci caricano noi e le bici sulla barca stretta e lunga, tipica del lago Inle, un’ora di tragitto con sullo sfondo uno scenario stupendo. Ci fermiamo oltretutto a fare benzina ad una palafitta nel bel mezzo del lago.
Un giro al ristorante in cui ci danno come stuzzichini dei salatini molto buoni che non ritroveremo mai più, nemmeno girando in tutti i negozi di Nyaung Shwe.
Serata relax, mangiando un Pancake all’Inle Pancake Kingdom, buono ma non ci ha riempito!













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