Giordania. Terza Tappa - Amman
Direttamente dalla stanza Bruce Lee del Cliff hotel di Amman, ci poteva capitare la stanza Einstein, la stanza Da Vinci, avremmo accettato anche la stanza Diego Maradona ma.... Bruce Lee... Vabbè.
Giornata piena ad Amman oggi, consegniamo l'auto dopo essere riusciti ad attraversare indenni il traffico della città, non senza aver detto qualche maleparola (niente di che, solo un piccolo, timido, innocente "A BUCC*IN E MAMMT!") a quelli che si buttavano senza guardare, non ve l'avevamo detto ma c'era una penale di 600 euro in caso di incidente, anzi 600 se provocato da altri, 1200 se provocato da me.
Con un taxi raggiungiamo l'hotel, si posano le valige e via alla Cittadella, una sorta di Acropoli della città, dove c'è un vento così forte da riuscire a spostarci.
Visita al grandissimo teatro romano, capace di contenere 6.000 persone, e al piccolissimo Odeon.
Andiamo a mangiare da Hashem, colui che pare faccia il miglior falafel di tutta la Giordania, ed in effetti è il primo locale segnato sulla Lonely in cui ci sono più indigeni che turisti. In effetti il Falafel è ottimo e servito a tempo di record su tavolini che occupano un intero vialetto.
Non contenti, dopo ben 35 minuti di cammino in salita visitiamo la Moschea King Abdullah, l'unica aperta dichiaratamente anche ai visitatori.
Ovviamente Annamaria deve bardarsi come una vera musulmana, tunicone antisesso e antistupro e antitutto nero, velo in testa e si diventa delle vere, caste musulmane timorate di Allah.
Serata soft, un dolce al formaggio buonissimo e tè.







Commenti
Posta un commento