Giordania. Seconda tappa - Madaba (2)
Iniziamo con l'episodio più bello di questa giornata, stamattina a colazione, dopo aver dormito 14 ore ed essere riusciti a svegliarci anche in ritardo, ci riempiamo una tazza di thè, ci accorgiamo che manca lo zucchero, mentre Annamaria lo cerca io bevo il mio thè amaro. Vedo un vasetto con dentro lo zucchero, glielo passo dicendo: "Vedi stefanuccio tuo come ti risolve tutti i problemi?" E vado su a cambiarmi.
Dopo 2 minuti risale Annamaria che appena mi vede mi dice: "STRUNZ! Stefanuccio tuo risolve tutti i problemi? NON ERA ZUCCHERO, ERA SALE!"
Appuntamento alle 10 con il rental car, firmiamo il contratto, andiamo a vedere l'auto e.... Ha il cambio automatico!
Mai guidato con il cambio automatico in vita mia... Ed ora.. per la prima volta... In Giordania volevo dire qualcosa ma il tizio del rental car si è volatilizzato e niente...
Per prima cosa Wikipedia ci aiuta a capire i comandi del cambio automatico e così piano piano (nel vero senso della parola) attraversando superstrade e strade poco più che sterrate arriviamo al Mukawir, l'antico castello di Erode, il luogo in cui venne decapitato S. Giovanni Battista.
La prima cosa che ti colpisce oltre al paesaggio maestoso è il silenzio. Un silenzio rotto solo dal vento. Eravamo gli unici visitatori del sito.
Dopo la visita al Mukawir, con vista sull'altra sponda del Mar Morto appartenente alla Palestina, decidiamo di allungarci (si fa per dire, 1 ora di macchina moltiplicate per tre nella curvatura spazio-temporale dovuto al cambio automatico) a vedere il panorama del gran Canyon giordano: il Wadi Mujib.
Ritornati a Madaba sani e salvi facciamo un giro in centro visitando le due chiese piu famose e dopo aver riposato si va a fare quello che si fa quando si è fatto tutto quello che si doveva fare: MANGIARE.






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